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CRABBY’S: questo è il nostro stile, maturato nel blues


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È stato il blues a liberare l’anima musicale dei Crabby’s. Con il quarto Ep in uscita, una bella storia alle spalle e tanta voglia di calcare altri palchi, i Crabby’s si sono raccontati a «Classic Rock»

Come nascono i Crabby’s? 
Nel 2014 Giuseppe D’Alonzo (voce e chitarra) incontra Domenico Di Michele (batteria) e Daniele Gomena (tastiere). Eravamo stanchi di suonare cover, e abbiamo deciso i cominciare  con gli inediti. In quel periodo, Giuseppe era di ritorno da un lungo soggiorno in California e il nome è nato proprio da quel viaggio: prende ispirazione dai tanti ristoranti della costa occidentale in cui servono il famoso granchio (“crab”) e che sono illuminati da insegne al neon a forma di granchio, dall’atmosfera quasi surreale. È stato il suo carattere un po’ scontroso a suggerire il resto…

Cosa ci dite del brano con cui vi siete aggiudicati il contest di «Classic Rock»?
Abbiamo partecipato un po’ per gioco, iscrivendoci l’ultimo giorno utile e scoprendo il contest su Facebook. È stato un onore posizionarci al primo posto e poter comparire su una rivista così prestigiosa! Ma lo sai che abbiamo mandato quel pezzo per errore? In realtà, volevamo partecipare con Try, uno dei nostri cavalli di battaglia rock, poi per una svista abbiamo inviato A New Dimension Of Life, un brano melodico che per nostra fortuna è piaciuto ugualmente.

Il testo racconta del travaglio interiore di una persona…
Sì, un travaglio che termina con una presa di coscienza delle motivazioni del proprio dolore. Una volta elaborata quella sofferenza, il cuore è pronto ad aprirsi di nuovo e a liberare il proprio amore. Il resto lo lasciamo alla sensibilità e all’interpretazione di chi ascolta il brano, la nostra più grande aspirazione è coinvolgere emotivamente.

Avete partecipato a Sanremo Rock Festival… 
In realtà, siamo ancora in gara e incrociamo le dita!

Che cosa ci dite della vostra produzione artistica?
Abbiamo pubblicato tre Ep: LOST, BADPASTREALIZE. Stiamo lavorando al quarto, che s’intitolerà MISTAKE e di cui A New Dimension Of Life è un estratto in anteprima. Abbiamo preso l’abitudine, sin dal primo album, di pubblicare in anteprima i singoli sul canale YouTube, su Soundcloud e sui social (CrabbysMusic). Una volta completo, pubblichiamo l’Ep sulle piattaforme digitali e BandCamp. Chiaramente ci autoproduciamo, siamo un po’ pigri nella ricerca di etichette che ci possano sostenere, o approfittare delle ormai tante iniziative di crowdfunding attive.

Come siete percepiti dal pubblico durante i live?
Abbiamo un repertorio rock ma anche molte ballad, alcune dal sapore un po’ country/pop, quindi riusciamo a coinvolgere chi vuole scatenarsi ma anche chi ama emozionarsi. Ci divertiamo molto, perché la reazione del pubblico è sempre positiva, viene coinvolto dal nostro rock che è subito orecchiabile, ma allo stesso tempo non riconducibile a una band più famosa.

Vi identificate in un genere particolare?
In realtà, no. Le nostre canzoni subiscono l’influenza di tanti generi e il risultato è uno stile nostro, forse di stampo un po’ british per alcuni versi, per altri americano. Siamo cresciuti con il progressive e il rock classico, con i Pink Floyd, i Fleetwood Mac, Hendrix, poi siamo maturati con il blues. È stato un percorso inverso, a ritroso nel tempo. Il blues ha liberato la nostra musica. Condividiamo pienamente quel pensiero di Hendrix secondo cui “il blues è facile da suonare ma è difficile da sentire”…

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