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LACUNA COIL: i nostri primi vent’anni


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Vent’anni di sogni, speranze e conferme: i Lacuna Coil festeggiano con uno show speciale e rilanciano con un libro

Per l’alternative metal band italiana più famosa all’estero, è venuto il momento di festeggiare vent’anni di onorata carriera – il primo mini omonimo, prodotto da Waldemar Sorytcha, uscì infatti il 26 gennaio ’98. Per farlo, i milanesi hanno pianificato un tour europeo con i Cellar Darling (ex Eluveitie), una data speciale allo Sheperd’s Bush Empire di Londra e la pubblicazione di un libro che narra la loro storia tra interviste, aneddoti e fotografie d’archivio. S’intitola Nothing Stands in Our Way – come il pezzo di apertura di BROKEN CROWN HALO.

Ne parliamo con Andrea Ferro.

20 anni sono un traguardo importante. E voi avete fatto le cose in grande…
R: È vero, abbiamo deciso di realizzare uno show speciale in Inghilterra, perché è uno dei nostri mercati migliori e risulta facilmente raggiungibile da tutto il mondo. Nell’occasione, avremo un circo gotico che accompagnerà alcune canzoni con delle suggestive acrobazie. Lo show verrà filmato per un Dvd che uscirà in autunno e la scaletta sarà davvero speciale e insolita con tanti pezzi, arrangiati per una sola chitarra, che non suoniamo dall’epoca in cui sono stati pubblicati i vari album. Sul palco useremo dei costumi simili a quelli da prete del video di Heaven’s A Lie, che crediamo ci rappresenti molto. Per quanto riguarda il libro celebrativo, abbiamo previsto un’edizione speciale di alta qualità con foto backstage, molte delle quali da scannerizzare perché non in forma digitale. Un viaggio emozionante, dagli inizi gothic metal a oggi. Ricordarsi tutto è stato difficile, ma era un regalo che sentivamo di dovere ai nostri fan.

È normale che Cristina catalizzi l’attenzione del pubblico, ma in questi anni vi siete dimostrati sempre molto bravi nel gestirvi lo spazio sul palco e rendere le vostre performance elettrizzanti.
R: Quando abbiamo iniziato era tutto nuovo, la formula a due cantanti non era così diffusa e c’è voluto del tempo per abituarsi. Nella band però ha sempre regnato la democrazia, non ci sono mai stati problemi di ego e abbiamo imparato, anche a livello di songwriting, a dividerci i compiti in maniera funzionale. Curiamo direttamente abiti di scena e grafiche in accordo con il nostro tour manager e Richard Wolfgang, che da diversi anni si occupa delle luci. Ci piace avere un certo controllo ed è importante che tutto sia a posto, anche la parte visiva perché contribuisce a rendere l’atmosfera trascinante.

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