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ROBERT PLANT: scrollarsi di dosso il mito dei Led Zeppelin? Sembra impossibile


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Robert Plant: l’uomo che invano tenta di scrollarsi di dosso il mito dei Led Zeppelin ci parla di rotture, musica nuova e del perché non scriverà mai le sue memorie

Nonostante una carriera solista ormai tre volte più lunga di quella con gli Zep, 11 dischi a suo nome e il Grammy preso per RAISING SAND con Alison Krauss, è nei panni del cantante degli “Zep che un tempo conquistarono il mondo” che Robert Plant sarà sempre ricordato. Eppure, il suo ultimo CARRY FIRE fa ancora una volta di tutto per farci dimenticare quel passato.

In molti dei tuoi dischi spesso parli dei luoghi dove sei stato. CARRY FIRE sembra riferirsi al periodo in cui hai vissuto ad Austin, nel Texas.
“Già. Tre anni. Austin è stata solo la porta, il varco per scoprire che c’era molto di più a… Austin. Tutti sanno che è una grande città, ricca d’arte, ma se esci e vai a ovest, ti titrovi nel territorio Comanche. E a quel punto, ti rendi conto che sei in un altro mondo, tutto un altro modo di vivere, un rapporto con la Terra che noi abbiamo dimenticato. E io l’ho scoperto vivendo lì. Non sapevo cosa avrei trovato. Non cercavo nulla. E ho provato quest’attrazione invincibile verso la maestosità della Nazione Comanche.”

Hai annunciato date in Australia e negli USA. Quand’è che ti vedremo in Europa? Nell’estate 2018?
“Ci stanno lavorando, prendendo contatti con impresari a Istanbul e Beirut. E poi ci faremo strada fino a voi. Spero.”

Come fai a tenerti aggiornato con i nuovi trend musicali?
“Non lo faccio. Le cose a volte mi scivolano sopra. Se fossi il dj di una radio, potrei avere tutto il materiale che voglio. Ma non lo sono, e così mi perdo un sacco di cose. Ormai il mondo della musica è immenso, certe cose riesco a coglierle ma altre proprio no. In realtà, si potrebbe dire che oggigiorno nel mondo del rock succede davvero poco, non credi? E dire così sarebbe ancora essere gentili.”

Che vuoi dire?
“Be’, credo che ormai il rock abbia finito la benzina da parecchio, non trovi? Probabilmente ha dato il massimo che poteva, ha detto quello che doveva dire e adesso ci ritroviamo con i Them Crooked Vultures e gente come loro, ibridi del rock, che magari fanno buona musica, ma non rock. O forse magari è rock ed è la mia idea del rock che si è persa nel passato.”

Cosa ne pensi delle voci secondo cui nel 2018 ci sarà una reunion dei Led Zep e un tour?
Penso che dimostrino come la gente non abbia nient’altro da scrivere. E la cosa è un po’ triste. Le riviste, le piattaforme su internet dovrebbero sostenere la musica nuova, aiutare i nuovi musicisti a trovare un pubblico, invece di cincischiare sempre e solo con la solita vecchia merda. È come dire che in giro non c’è più niente di nuovo ed eccitante, mentre invece c’è. Smettetela di vivere nel passato. Aprite le orecchie e gli occhi. Non è difficile, sapete?

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