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IRON MAIDEN: le prime battaglie sul palco


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Bruce Dickinson ha ricordato le prime avventure sul palco degli Iron Maiden e i primi scontri con il collega Steve Harris

Il nuovo libro del cantante degli Iron Maiden, Bruce Dickinson, “What Does This Button Do?” ci sta raccontando molto dei retroscena della band.

Quando i Maiden iniziarono a lavorare su quello che sarebbe stato il loro terzo album (il futuro capolavoro) The Number of the Beast, si resero conto di avere solamente cinque giorni per metterlo insieme e identificare in tutta fretta un singolo che sarebbe finito sul lato B, insieme ad un altra traccia. Dickinson aveva capito che con quell’album si sarebbero giocati il tutto e per tutto: entrare nella storia, o sbiadire lentamente.
L’album si rivelò, ovviamente, un successo, finendo per stracciare tutte le classifiche.

Prima che l’album fosse pubblicato ufficialmente, siamo stati in tour in mezza Gran Bretagna e abbiamo aperto la strada agli anni successivi. Avevamo una tabella di marcia ridicola: otto spettacoli, giornata libera, sette spettacoli, giornata di riposo e così via. Facevamo spettacoli di due ore, e le voci non erano le più facili del mondo. Sul palco c’era qualche attrito ed io ero piuttosto tradizionalista: “Se sto cantando, mi metto davanti. Se fai un assolo, stai tu davanti”, questo genere di cose. Ma Steve Harris aveva altre idee. Voleva stare davanti a tutti e correre avanti e indietro sul palco.” ha scritto Dickinson nella biografia “Non ero d’accordo. Non avrei cantato dietro ad un bassista.

Steve Harris VS Bruce Dickinson: chi si meritava il centro del palco?

Dickinson ha raccontato dei primi scontri con Steve Harris durante i live: entrambi volevano occupare il centro del palco. Le cose, secondo Bruce, si sono incrinate quando la band a suonato a Newcastle. Per quello show i Maiden si era portatati una serie di ballerini da usare come extra, con dei 666 ricamati sulla schiena. Una volta giunti a destinazione, si resero conto che il palco era piccolissimo e per questo la band continuò le prove ad oltranza, tenendo le porte chiuse e arrivando all’inizio del concerto completamente snervata. “Siamo saliti sul palco e Steve ed io abbiamo trascorso tutto lo spettacolo a scornarci come due cervi.” ha ricordato Dickinson.

Rod (il manager della band) ci ha separato dietro le quinte. Eravamo entrambi impegnati ad arrotolarci le maniche per riuscire a prevaricare sull’altro. Steve stava gridando a Rod mentre ci separava, discutendo su chi dovesse stare davanti. Alla fine siamo giunti ad un compromesso sulla posizione dei microfoni e dei monitor e abbiamo stabilito che, nel caso in cui qualcuno si fosse trovato davanti, avrebbero trionfato le buone maniere e l’entusiasmo senza limiti. E’ stato un piccolo passo avanti, ci ha messo nella giusta direzione.

 

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