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La grande bellezza dell’ultimo concerto dei Black Sabbath


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Così com’era cominciata, per i Black Sabbath è finita

C’è infatti un senso di circolarità, nella scelta dei Black Sabbath di tenere il loro ultimo concerto nella città che li ha visti nascere, conoscersi e dare il via a un sodalizio senza il quale la fisionomia della musica rock non sarebbe stata lo stesso. Com’è noto, la band che ha anticipato il doom, che ha introdotto nelle liriche e nelle sonorità elementi oscuri e sinistri, inserendo nel rock la stessa dimensione che si ritrovava nelle pellicole di maestri dell’orrore come Mario Bava, ha dichiarato cessata la sua attività di act live. Ha però voluto, sul palco della Genting Arena di Birmingham, realizzare l’epitaffio più monolitico e spettacolare possibile. Una prova magistralmente fissata nel docu-film Black Sabbath – The End of the End, con cui il regista Dick Carruthers (già dietro la cinepresa di opere come Celebration Day dei Led Zeppelin e The Who Live at the Royal Albert Hall) ci accompagna per mano in un viaggio a ritroso, in cui le immagini dell’ultimo concerto di Ozzy e soci si alternano a un corredo di interviste fitte di aneddoti, mentre le sequenze girate in studio.

«Eravamo solo quattro sfigati che volevano che il loro sogno si avverasse»

Lo scorso febbraio, com’è noto, i Black Sabbath hanno tenuto il loro ultimo concerto. Un evento epocale, fortunatamente immortalato in un film. La grande bellezza per definire alcuni aspetti di post produzione del live conferiscono alla pellicola un carattere narrativo ancora più profondo, simile a quello di un romanzo a focalizzazione multipla. Così, l’idea di riprendere alcuni dei primi piani di Ozzy e Tony Iommi da un’angolazione tale da dare l’impressione allo spettatore di trovarsi in prima fila, è solo un aspetto delle acute scelte registiche di Carruthers, che ci porta al cuore di un’esperienza iniziata da “quattro sfigati che volevano che il loro sogno si avverasse” (Iommi) e che a distanza di quasi cinquant’anni si trovano su di un palco, di fronte a una folla in delirio e in lacrime. Un documento che si apre con lo stesso appeal di un kolossal, con il riff di Black Sabbath che irrompe dalle tenebre, quasi ad accendere le lingue di fuoco che lambiscono il palco ondeggiando sugli schermi…

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