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La nave pirata che fece il ROCK


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Le radio pirata rivoluzionarono il mondo della musica rock

Pappagallini sboccati, dj superstar, terrore, raccapriccio… Questa è la storia di come Radio Caroline e le altre radio pirata dominarono l’etere a metà degli anni 60, facendo scoppiare la rivoluzione rock’n’roll

Pare che John Lennon una volta abbia detto: “Prima di Elvis non c’era niente”. Eppure, anche dopo che i Beatles erano diventati il più fenomeno pop culturale del XX secolo, se nei fine settimana vi foste sintonizzati sulla BBC avreste avuto l’impressione che il rock’n’roll non fosse mai esistito. Perfino The Light Programme, con il suo impalpabile mix di chiacchiere, commedia, soap e classiche canzoncine easy listening, offriva uno spazio in cui il rock’n’roll era il benvenuto solo un’ora – al massimo due – nei fine settimana, come se i ragazzi potessero essere lasciati incustoditi a giocare un pochino di tempo, mentre gli adulti giocavano ad altre cose. Sotto molti punti di vista, il rock’n’roll uscì allo scoperto nel 1966, ma la BBC sembrava continuare a ritenere questa bizzarria della musica pop come una  cosa volgare, che, se metodicamente ignorata, si sarebbe sgonfiata da sola. All’epoca, perfino il governo si stava rendendo conto che i pazzi stavano rapidamente  prendendo il controllo del manicomio. E stranamente, con la complicità di alcune barche. Fu un semplice caso di domanda e offerta.

Johnnie Walker, un  giovanotto venditore di auto, appassionato di pop music e aspirante dj, era uno dei molti ascoltatori frustrati: “Anche quando la BBC passava la musica che mi  piaceva, non trasmettevano brani più lunghi di tre minuti – ad esempio si rifiutavano di trasmettere House Of The Rising Sun o Like A Rolling Stone. Cercavo di prendere Radio Luxembourg [una radio privata commerciale, con sede in Europa] ma era difficile sintonizzarsi e aveva il problema della ‘dissolvenza’… Alla fine,decisi di mettere un cavo volante che partiva dal tetto di casa mia, a Birmingham, per attaccarlo alla radio, e fu così che finalmente riuscii a prendere i pirati”.

Le prime trasmissioni radio lontano dalle acque territoriali: l’arrivo del rock!

Walker non fu l’unico. Nel 1966, stazioni come Radio London, Radio Caroline e la ‘Swinging’ Radio England, che trasmettevano da navi ancorate appena fuori dalle acque territoriali al largo delle coste dell’Essex, erano la risposta alla domanda di trasmissioni 24/h di rock’n’roll alla radio, e si erano costruite un pubblico pronto a sfidare a proprio rischio l’ordine costituito. All’inizio del 1966, le principali stazioni radio pirata raggiungevano più di otto milioni di ascoltatori. Uno  degli elementi del fascino delle radio pirata era l’apparente libertà che avevano i loro dj di suonare qualunque cosa gli piacesse, a differenza della BBC e di Radio  Luxembourg, sulle quali le principali etichette discografiche inglesi sembrano avere un controllo assoluto.

«Quando le radio pirata partirono, fu un modo totalmente nuovo di trasmettere. Nessuno aveva mai sentito nulla di simile» – Johnnie Walker

Quattro major dominavano il mercato”, ricorda Walker. “Mi pare fossero la EMI, la Decca, la Pye e la Philips. La BBC trasmetteva solo ‘artisti famosi’ [ossia,  artisti di queste etichette]. Radio Luxembourg vendeva spazi di mezz’ora di trasmissione, per cui all’improvviso ti trovavi con il Decca Records Show”. Etichette  indipendenti pionieristiche come la Island e la Immediate non venivano trasmesse alla BBC, né si potevano permettere la spesa di uno spazio su Radio  Luxembourg. L’impresario pop irlandese Ronan O’Rahilly era uno dei molti esponenti del mondo musicale che avevano sbattuto la testa su questo invisibile  muro, quando aveva cercato di far arrivare alla radio alcuni degli artisti rhythm&blues che gestiva, come Georgie Fame e Alexis Korner. A questo punto, decise di  investire i suoi soldi mettendo in piedi una stazione radio galleggiante, appena al di là del limite delle tre miglia marine entro cui vigevano le leggi inglesi. Tornato al porto irlandese di Greenore in Irlanda, dove vivevano i suoi genitori, piazzò a bordo di un vecchio traghetto passeggeri una potente stazione radio e dei trasmettitori.

Arrivati in vista della bocca del Tamigi le guardie costiere dell’Essex si chiesero a cose servisse quella barca piena di cavi, trasmettitori e fili. La cosa  divenne subito chiara quando il Sabato Santo del 1964 Radio Caroline diffuse la sua prima trasmissione. Nel 1966, Caroline era ormai stata raggiunta da una strana sfilza di navi, ancorate ciascuna a meno di un miglio l’una dall’altra, mentre all’estuario del Tamigi, vicino Whitstable, si potevano trovare altri  avventurieri dell’etere che avevano seguito l’esempio di Radio Sutch di Screaming Lord Sutch e altre stazioni come Radio City, King Radio e Radio 390, annidate  in un vecchio fortino dell’esercito piazzato su una piattaforma nel Mare del Nord. Altre stazioni sparse lungo la costa servivano la Scozia e il Nord. Tutte  affermavano di operare in acque internazionali e quindi di poter fare a meno della licenza del governo inglese. Il risultato di tutto ciò fu che all’alba del 1966 le stazioni radio più in sintonia con il terremoto che stava scuotendo la scena musicale erano le radio pirata.

Questo articolo compare originariamente nel numero #46 di Classic Rock Italia.

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