Home»Recensioni»Band Contest Winner»LENIGMA: la nostra intervista

LENIGMA: la nostra intervista


74
Condivisioni
Pinterest Google+

LENIGMA è una band calabrese composta da Maria Antonietta Romagnoli (voce), Gianfranco Varani (batteria), Gerardo Scigliano (basso), Gilberto Esposito (chitarre elettriche), Cosimo Falcone (chitarra elettrica e acustica) e Francesco Bontempo (fonico). Nascono come i “Tetris”, un nome acquisito dall’incastro delle loro diverse anime musicali, ritrovatesi all’interno di un unico progetto. Lo scorso anno, il destino e la spinta di un nuovo Ep, li ha condotti a una nuova identità, così questa band pop/rock è diventata Lenigma.

Com’è nata la vostra band?

“Siamo nati nel 2012 come Tetris. Abbiamo iniziato suonando cover straniere e italiane, finché non abbiamo sentito l’esigenza di una svolta. Avevamo voglia di produrre qualcosa di nostro e fare un disco.  Il primo step è stato pubblicare un Ep con quattro brani, nel 2015.”

Quand’è arrivata l’esigenza di diventare Lenigma?

“Per caso. Con il nuovo progetto, avevamo bisogno di un nome che rappresentasse il nostro percorso. Tetris, aveva smesso di far parte di noi. Il primo singolo estratto dall’Ep s’intitola proprio L’Enigma, e molti hanno iniziato a identificarci con quel brano. Così abbiamo tolto l’apostrofo ed eccoci qui.”

Cosa ci dite del vostro primo Ep, L’ENIGMA?

“È un album composto da 11 brani inediti, uscito il 10 luglio del 2016. È uscito per la nostra etichetta, la Roka Produzioni. In seguito a quella data abbiamo assunto la nostra nuova identità. Adesso stiamo lavorando a un nuovo singolo, studiando nuove sonorità alla ricerca di spunti e idee per lanciarci in questo mondo. Attualmente siamo ancora in giro con il nostro ultimo lavoro discografico, perché è un progetto ancora giovane.”

Vi siete aggiudicati il nostro contest con il brano Me lo dice anche Freud.

“E’ un pezzo che abbiamo sentito nostro sin da subito. Gli autori sono Carmelo Piraino e Giorgio Sprovieri. Il brano racconta un viaggio nell’“io” più profondo, è una discesa nella parte più oscura della nostra personalità, quella parte che ci da la spinta per riemergere. Racconta un viaggio dentro noi stessi. Ognuno di noi nasconde qualcosa di oscuro, volevamo che ogni nostro ascoltatore si scoprisse un po’ di più. Nel nostro video compaiono il protagonista, che identifichiamo con il Dott. Freud, un mantello, che rappresenta l’oscurità della sua persona, e il suo super-io, un bambino.”

Questo tema è un po’ il filo conduttore di tutto il vostro album?

“Ci sono dei brani collegati, ma non tutti. Non è un concept album. Me lo dice anche Freud arriva subito dopo L’Enigma, che racconta una storia d’amore. Una donna che si riprende la sua vita dopo una storia d’amore travagliata e torna sui suoi passi, più forte. Nel brano successivo c’è la sua rinascita, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri.”

Le tematiche che affronterete nei progetti futuri, seguiranno quest’onda introspettiva?

“Ogni pezzo deve essere sentito, lo dobbiamo sposare. Ci piacciono molto i brani introspettivi, anche se nel prossimo album ci piacerebbe trattare anche tematiche dall’impronta sociale e di denuncia. Ci consideriamo ancora giovani, vittime di un sistema che ci sta stretto. Ecco che ci piacerebbe portare avanti una sorta di ribellione musicale. Vogliamo dare forza ai ragazzi come noi, che sgomitano in questo campo.”

Marì, come cantante donna, cosa pensi del panorama musicale e dell’essere donna in un mondo di rockettari?

“Penso che mi abbia agevolato. Mi sento la principessa del gruppo, a volte è difficile per questioni di carattere ma una volta entrata nel giro ho imparato a conoscerlo e a sentirmi a mio agio. Inoltre, la presenza scenica di una donna è tutta un’altra cosa!”

Avete girato tutta la Calabria, ma al di fuori?

“Abbiamo fatto una data a Roma lo scorso dicembre, e per ora è stata l’unica fuori porta. Abbiamo comunque in programma di spostarci. Pensiamo che diventare forti nel proprio posto ci aiuterà ad uscire, anche al di fuori. Stiamo cercando di spingerci oltre i confini, ma non è facile. Noi ci proviamo. Per ora abbiamo molti fan e amici che ci seguono avidamente. Questo contest, ne è stato la prova.”

Che ne pensate della musica nel nostro Paese?

“Sì da molto più spazio all’apparenza che non al contenuto. Noi che facciamo brani inediti lo sappiamo bene, e sappiamo anche quante difficoltà ruotano attorno a questo argomento. E’ meglio non avventurarsi troppo in questo discorso, la musica in Italia è musica. Ci sono alcuni spunti interessanti per quanto riguarda le sonorità, ma i contenuti sono quasi sempre deludenti.”

Qualche anticipazione su futuri progetti?

“Nel prossimo singolo ci saranno alcune collaborazioni importanti. Non c’è ancora nulla di confermato, ma vogliamo impegnarci, vogliamo credere che sognare a occhi aperti non sia un luogo comune. Stiamo rinchiusi in sala prove per tre notti a settimana, facciamo mattina e anzi, praticamente ci viviamo. Siamo un gruppo di amici, prima di tutto, ed è questa la nostra forza, che ci ha tenuto insieme nel corso degli anni. Nel futuro sappiamo di voler suonare, crediamo in ciò che facciamo.”

Intervista di Giulia Novi

Commenta Via Facebook