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Proseguono le disavventure legali di “Starway To Heaven”


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Si apre il capitolo due della denuncia per plagio agli Zeppelin

Proseguono le avventure legali di Starway To Heaven dei Led Zeppelin. Dopo la causa dello scorso anno, che ha visto citati in giudizio Plant e Page per aver “copiato” la traccia Taurus, degli Spirit, l’avvocato degli Zeppelin si è deciso a fare un altra mossa.

Facciamo un passo indietro, tornando alla causa del 2016. La giuria aveva stabilito che i  Led Zeppelin non avevano affatto plagiato il brano degli Spirit, in quanto, gli accordi di apertura “Non erano intrinsecamente simili” all’apertura di Starway To Heaven. La causa, era stata intentata dagli eredi di Randy Wolfe (California), che a marzo di quest’anno hanno presentato un ricorso di 90 pagine sostenendo che l’esito della sentenza fosse sbagliato e incompleto, visto che la giuria si era espressa su informazioni troppo scarne.

Così, l’avvocato degli Zeppelin, ovvero Peter Anderson, ha presentato una corposa replica alle famose 90 pagina, secondo cui “Il ricorso in appello non ha assolutamente alcun merito, ci sono sostanziali testimonianze a sostenere il verdetto della giuria.” in questo modo, l’avvocato si propone di consolidare la sentenza, anche per cercare di cambiare le sorti del pagamento delle spese legali, che il giudice non aveva imputato agli eredi di Wolfe.

Anderson, ha infatti rappresentato anche l’editore Warner / Chappell Music, che è stato costretto a pagare la maggior parte dei costi legali per la difesa, ma non contento, vuole che sia Wolfe ad aprire il portafoglio. Per un cifra neanche tanto irrisoria, stiamo parlando di ben 800.000 dollari.

 

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