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Tony Iommi e i Black Sabbath: «Non ho pianto. Non davanti agli altri»


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Tony Iommi ha parlato della fine dei Black Sabbath. Oppure no?

Il tour di addio dei Black Sabbath, intitolato The End, ha chiuso alla grande nella città del gruppo, Birmingham, il 4 febbraio scorso, poco più di un anno dopo la sua prima data a Omaha nel Nebraska. Trasmesso in streaming live sulla pagina Facebook del gruppo, il concerto è stato il secondo tenuto dalla band nella Genting Arena (15.700 posti) e ha concluso un tour di 81 date che ha toccato il Nord e il Sud America, l’Europa, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Dopo che le ultime note di Paranoid si sono dissolte nell’aria, il chitarrista Tony Iommi ha letto un breve ringraziamento al pubblico: “Grazie, buonanotte. Grazie davvero tanto”.

Pochi giorni dopo il secondo show a Birmingham, Tony Iommi ha chiamato «Classic Rock» per parlare del tour appena concluso e anche per discutere le voci circa il suo futuro e di quello dei Sabbath. Con molto affetto, ci ha accolti dicendo: “Sono davvero felice che ‘Classic Rock’ sia ripartito [il riferimento è alla scampata chiusura della testata inglese, ndr]. Senza dubbio è la migliore rivista in circolazione”.

A parte Birmingham, di cui parleremo dopo, quali sono stati per te i concerti più significativi del tour?

“Sono stati tutti speciali, per cui è una domanda molto difficile. È stato un tour fantastico. Fin dall’inizio avevamo la sensazione che sarebbe stato un qualcosa di molto speciale, ed è sempre stato all’altezza di queste aspettative”

Man mano che la fine si avvicinava, il vostro umore cambiava?

“Credo di sì, lentamente, anche se cercavamo di andare avanti come se nulla fosse. Ma dentro di te pensavi: “Cazzo, ci sono solo altri tre concerti. È una delle ultime volte che suono questo brano”. A volte, rendersene conto era davvero pesante.”

Com’era il vostro umore nei camerini prima del concerto a Birmingham?

“Abbiamo cercato di comportarci come al solito, ma la pressione è davvero pazzesca quando stai portando a termine una cosa. A casa tua vorresti che tutto fosse perfetto. Ma, poi una volta sul palco, ci hanno accolti con un tale calore che il nervosismo è svanito. I fan sono stati incredibili. Qualcuno ha anche pianto. È stato molto toccante.”

C’è stato un bell’abbraccione di gruppo prima che le luci si spegnessero?

“Sì, ci sentivamo… è molto difficile spiegare cosa provavamo. Non credo che qualcuno di noi sapesse cosa fare.”

Durante il warm-up a Birmingham, Ozzy ha ammesso che temeva di scoppiare in lacrime, una volta finito tutto. Qualcuno di voi ha pianto?

“Non davanti a me, e io non l’ho fatto davanti a loro. Era tutto così surreale – sta succedendo davvero? Sai, era come al solito, solo che una volta finito non ci siamo detti: “Ok, allora alla prossima”. Dopo, nessuno sapeva cosa dire agli altri. Un paio di giorni dopo ci siamo rivisti per delle riprese, per una specie di documentario.”

Leggi l’intervista completa nel numero #53 di Classic Rock Italia!

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