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QUIET RIOT: di nuovo in pista


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Sembrava davvero la fine per questi supereroi degli anni ’80, ma certe storie non vogliono saperne di concludersi!

Immediatamente dopo la scomparsa del cantante Kevin Dubrow, il batterista Frankie Banali aveva deciso di mettere la parola “fine” all’avventura dei Quiet Riot. Invece, prima con QUIET RIOT 10 e poi con l’appena pubblicato ROAD RAGE, i decani dell’hair metal sono tornati in pista con album che possono guardare i classici del passato senza arrossire.

Abbiamo chiesto a Frankie di parlarci del nuovo disco, che porta in dote una nuova voce e cavalca l’onda emotiva del documentario Well, Now You’re Here, che senza alcun riserbo narra gli alti e i (molti) bassi del gruppo.

D: Frankie, come mai il cantante Jizzy Pearl ha lasciato la band?

R: Con Jizzy siamo andati in tour per 3 anni, e non posso che ringraziarlo per il suo impegno. È stato l’unico frontman davvero professionale, capace di farci tornare sul palco ai livelli a cui eravamo abituati con Kevin. Mentre lavorava con noi, era però sempre attivo con i suoi Jizzy Pearl’s Love/Hate e, a un certo punto, ha deciso di dedicare tutte le proprie energie creative a quel progetto. È un grande e gli auguro ogni bene. Al suo posto oggi abbiamo Seann Nicholls, che
ci è stato segnalato da Alex Grossi, il nostro chitarrista.

D: ROAD RAGE è fatto al 100 per cento di melodic metal nello stile degli anni 80. È stata una vostra precisa scelta quella di evitare qualunque elemento che si potesse etichettare come “rock moderno”?

R: Assolutamente. Quando ho cominciato a scrivere le canzoni per il nuovo album assieme al mio partner di songwriting, Neil Citron, ho deciso che volevo registrare musica nello stile che più amo e con cui sono cresciuto. Credo che sia essenziale essere pienamente soddisfatti di ciò che si suona: se non piace a te, come puoi sperare che piaccia a qualcun altro?

D: Avete registrato ROAD RAGE in uno studio? Oggi molte band preferiscono lavorare a casa, scambiandosi gli hard disk…

R: Abbiamo girato tre studi, per poter avere il miglior suono possibile! La batteria è stata incisa in analogico, in uno studio che aveva una sala di buone dimensioni per farci entrare tutto il mio set, poi ci siamo spostati in un altro studio per registrare chitarre e voci, e in un altro ancora per gli overdub e il mixaggio.

D: C’è qualche speranza di vedervi suonare in Italia?

R: Mi piacerebbe suonarci di nuovo. L’ultima volta è stato nel 1989, quando ero con i WASP, all’epoca del tour per HEADLESS CHILDREN. Spero solo che si verifichino le condizioni giuste.

Foto via: www.ticketfly.com/event/1167907-quiet-riot-dallas/

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