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L’intervista: DOVE I PESCI AFFOGANO


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Un progetto senza limiti e pieno d’ispirazione, con uno sguardo al mondo onirico e un linguaggio poetico

Dove i Pesci affogano è un progetto senza confini, al limite fra musica e cinema, di cui Andrea Cassetta, cantautore polistrumentista, è il padre. Oggi, al progetto si è unito il bassista Paolo Careddu. Insieme portano avanti una trilogia, suddivisa in capitoli composti da EP e cortometraggi, ispirati da un mondo surreale in bilico fra sogno ed incubo. Li abbiamo intervistati e sono davvero pieni, anzi pienissimi, di idee e progetti in cantiere!

Come sono nati “Dove i Pesci affogano”?

Andrea: È un progetto nato come solista nel 2010. Avevo altro in cantiere e, in realtà, questo nome sarebbe dovuto essere il titolo del secondo album, poi ho deciso di cambiare strada e si è tramutato in qualcosa di molto diverso: ho unito cinema e musica. Ora mi sono unito a Paolo, che è un bassista, mentre per i live ci avvaliamo della collaborazione di un batterista. Il primo capitolo l’ho pubblicato nel 2012.

Il vostro nome ci incuriosisce, da dove spunta?

Andrea: È una metafora sulla vita. Io sono del segno dei pesci, e rappresenta i “pesci” che affogano nel quotidiano: i problemi che un essere umano affronta nella vita di tutti i giorni. È un paradosso.

Da dove traete la vostra fonte d’ispirazione?

Andrea: Mi ispiro al modo in cui percepisco il mondo che mi circonda, alle mie emozioni, al conflitto fra il mio mondo interiore e quello reale. È una forma di terapia, scrivo per esorcizzare le mie paure e dargli una valvola di sfogo. Mi ispiro anche ad alcuni sogni ricorrenti, surreali e in un certo senso inquietanti, che cerco di ricreare nei cortometraggi, come ad esempio nel brano “Le rive della desolazione”.

Avete altri progetti in cantiere?

Il nostro progetto sarà completato da tre capitoli, e siamo al lavoro sul terzo. Per i cortometraggi che li compongono collaboriamo con Joy G. Per il momento  abbiamo scritto due brani del terzo capitolo che sarà composto da quattro pezzi. Siamo molto ispirati, speriamo di pubblicare tutto entro la fine dell’anno!

Avete recentemente avuto una collaborazione importante, coi Ministri. Avete aperto un loro concerto. Com’è andata?

Paolo: È stata una bella esperienza, nonchè la nostra prima apparizione come “band”, quindi abbiamo avuto un esordio di tutto rispetto! Vogliamo mantenere questo livello, ci stiamo dando molto da fare e continueremo così! Faremo conoscere il nostro repertorio e da lì prenderemo ispirazione per buttare giù nuove idee.

Qual è il vostro inedito preferito?

Andrea:  Te ne dico due: uno, del primo capitolo è “Le rive della desolazione”; per quanto riguarda il capitolo due, “Sabbie mobili”.
Paolo: Quelli che mi hanno conquistato da subito e mi hanno dato lo slancio per unirmi a questo progetto sono “Ostaggi della realtà”, e “Naufraghi del delirio”. Vorrei davvero fare mio questo sound, metterci mano e dare il mio contributo. Abbiamo un repertorio molto vario, ci permette di dare sfogo a idee e sonorità diverse, ogni pezzo ha una sua peculiarità.

Quindi siete al lavoro sul terzo capitolo…

Andrea: I primi due capitoli, li ho completamente realizzati e prodotti da solo, un po’ come un artigiano della musica. Me ne sono occupato dall’idea al prodotto finito. Sono molto meticoloso, sotto ogni punto di vista. Per questo spesso io e Paolo ci prendiamo a “capocciate”. (ridono)
Paolo: Poi io sono di origine sarda, puoi immaginare!

Che ne pensate del panorama attuale della musica italiana?

Andrea: In giro ci sono cose interessanti. L’unica cosa che mi lascia un po’ d’amarezza è che non c’è molto spazio a nuovi progetti, rimangono quasi sempre confinati all’underground, sono progetti di nicchia. Il ‘Teatro Degli Orrori’, ad esempio, è un gruppo fighissimo.
Paolo: A noi piace anche il rock dei Verdena, e tutto quello degli anni ’90. Sarebbe bello tornare ad un periodo come quello.

Quali saranno i prossimi appuntamenti in cui potremo venirvi a vedere?

Il 4 marzo suoneremo al Defrag di Roma. Il 14 marzo al Na Cosetta. Per il momento stiamo buttando giù altre date.

Le idee quindi non vi mancano.

Andrea: No, anzi! Forse ne abbiamo pure troppe!
Paolo: Il nostro “problema” è proprio quello dell’essere concreti, dovresti leggere le nostre conversazioni! (ride) Utilizziamo chat diverse per parlare fra noi, così affrontiamo vari argomenti e non ci perdiamo. Però, nell’abbondanza, è meglio così! I progetti non mancano affatto, e riusciamo comunque a gesitre tutto.

Intervista di Giulia Novi

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