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La copertina del mese: THE DOORS


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I Doors aprono il 1967 con il loro album d’esordio da perfetti sconosciuti. Lo concluderanno da illustri protagonisti. E non solo nelle cronache musicali.

Sunset Strip è chiamata la porzione del Sunset Boulevard che attraversa West Hollywood. Va avanti per due chilometri e mezzo ed è piena di ristoranti, live club, negozi, boutique. Inoltre, offre un’altissima concentrazione di giganteschi cartelloni pubblicitari: prodotti di vario tipo sono presentati in grandi misure lungo la strada e nel gennaio del 1967, più o meno all’altezza del licenzioso Chateau Marmont Hotel, nel panorama s’infila anche un manifestone di 14 metri per 4 in cui i Doors invitano a “irrompere dall’altra parte con un elettrizzante album”. La scritta della frase è in giallo e la foto dei componenti del gruppo è quella della back cover del loro album d’esordio appena uscito.

È la prima volta che un disco rock viene annunciato su un cartellone. Jac Holzman, il fondatore dell’Elektra, spiega a Robert Landau in Rock’n’Roll Billboards Of The Sunset Strip che “i dj radiofonici facevano su e giù per il Sunset per andare al lavoro, volevo che ascoltassero i Doors”. E pertanto, “quel cartellone era come un 45 giri, una specie di biglietto da visita anche se molto grande. Non mi aspettavo che qualcuno lo vedesse e andasse a comprare il disco, speravo che s’incuriosisse”.
Il manifesto, come si usa a quell’epoca, è dipinto a mano e alla casa discografica lo spazio affittato costa 1.200 dollari al mese: una cifra in fondo abbordabile per un’etichetta in crescita qual è l’Elektra. E poi, “la band era soddisfatta”, continua Holzman, “la riteneva una mossa scaltra. E a Jim stuzzicava l’idea di sembrare uno spettro che incombeva sulla città”. THE DOORS esce il 4 gennaio, un paio di mesi dopo la prima data prevista. Holzman, infatti, lo tiene fermo perché teme che in prossimità del Natale il suo impatto possa essere danneggiato dall’abbondanza di big seller in programma per le feste. In copertina presenta un bello scatto di Guy Webster, in cui Jim Morrison è centrale rispetto ai compagni Robby Krieger, John Densmore e Ray Manzarek. L’idea ai ragazzi piace poco e per niente. I Doors, infatti, non sono un solista con i suoi accompagnatori, sono una band.

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