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Il rock da piacere al nostro cervello, lo dice la scienza


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Secondo un recente studio alla McGill University del Canada, la musica avrebbe effetti “piacevoli” sul cervello molto simili a quelli del sesso e delle droghe. ‘Sesso, droga e rock’n’roll’ non è mai stato più adatto di così.

Allo studio condotto dall’università canadese hanno partecipato una serie di ragazzi cui è stata somministrata una dose di naltrexone, un antagonista dei recettori oppiacei, ossia un farmaco che impedisce al sistema “del piacere” di funzionare correttamente. A causa delle sue proprietà “piacere-bloccanti”, il farmaco è utilizzato spesso per le persone dipendenti da eroina e alcol.

Le sostanze chimiche prodotte dal cervello, che possono essere scaturite dal sesso o dalla droga, in realtà giocano un ruolo fondamentale anche nel modo con cui percepiamo la musica. E qui si è concentrato lo studio canadese.

Quando ai ragazzi è stato fatto ascoltare il loro brano preferito, sotto naltroxene, non hanno provato lo stesso piacere provato normalmente, questa è stata la scoperta che ha stupito i ricercatori. L’esperimento, per la prima volta ha confermato che gli oppioidi sono coinvolti direttamente nel piacere musicale!

I ricercatori hanno riportato le testimonianze di alcuni partecipanti, come: “So che questo è il mio brano preferito, ma non lo sento come faccio di solito” oppure “Sembra abbastanza bello, ma non mi fa un grande effetto.” Alla fine dell’esperimento, i quindici ragazzi, anzichè sentirsi appagati come sempre, si sono sentiti “emotivamente piatti”.

Quindi, volete un po’ di piacere? Alzate il volume, e ascoltate un po’ di rock’n’roll!

Via: cbsnews.com

 

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