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LONDON CALLING: anniversario di un capolavoro


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‘London Calling’ dei The Clash approda in America il 18 gennaio del 1980, e ne diventa la consacrazione.

Fu il terzo album della band londinese, dopo ‘The Clash‘ e ‘Give ‘Em Enough Rope‘. Un record ambizioso, che avrebbe segnato tutti gli anni a venire e che si sarebbe tramutato nel volto della band, nonchè un’icona, soprattutto se pensiamo allo scatto in copertina. Nel disco si fondono generi diversi, le influenze vanno dal pop, al reggae al rock classico, e ci si allontana dal punk inteso in senso tradizionale e puro. E’ considerato uno dei migliori dischi della storia del rock, e compare regolarmente in tutte le classifiche dei migliori dischi di tutti i tempi.

Alle soglie del 1980 molte cose erano cambiate, i Clash erano rimasti i portabandiera del punk inglese, dopo lo scioglimento dei Sex Pistols e la morte di Sid Vicious, iniziarono a mutare forma. Si lasciarono alle spalle gli abiti da rockers un po’ dimessi e abbandonarono l’ingenuità della giovinezza, guardando al futuro e facendo i conti con il loro passato. Per questo l’album London Calling è sospeso nel tempo, a metà fra presente, passato e futuro.

In copertina vediamo il bassista dei Clash, Paul Simonon nell’atto di distruggere al suolo il suo strumento, durante un concerto al Palladium di NY. La foto rappresenta alla perfezione il rapporto contraddittorio fra la band e gli Stati Uniti, un rapporto di amore e odio, uno scontro generazionale, lo stesso sul quale si era basato lo spirito del punk. In fondo, il punk era stato una versione rinnovata del rock’n’roll: nel 1977 era morto Elvis, il Re, e dalle sue ceneri era nato il punk, forse anche per questo la copertina di London Calling è una deliberata citazione ad una copertina di Presley.

London Calling divenne ben presto un capolavoro, ed è considerato uno dei migliori album degli anni ’80. Il record, raggiunse e superò le due milioni di copie vendute in tutto il mondo, consacrando i Clash a livello mondiale, anche per ciò che accadde dopo: produssero un altro paio di dischi, fra cui un triplo disco Sandinista!, per poi sciogliersi nell’85 e non tornare mai più insieme.

 

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