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KURT COBAIN: un animo tormentato


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Kurt Cobain, leader dei Nirvana, ha sempre esercitato un certo fascino sul pubblico, forse per il suo animo tormentato e la malinconia cronica che lo hanno contraddistinto.

Non è facile prendere qualcosa di semplice e modellarla, trasformandola in un suono interessante, per questo Cobain fu un grande cantautore, e perciò siamo tanto affezionati al suo ricordo. Utilizzare una canzone composta da tre o quattro cambi di accordo, e coinvolgere comunque coloro all’ascolto, facendoli innamorare, nascondequalche tipo di magia. Una delle sue migliori qualità, fu la scrittura.

Il leader dei Nirvana, nacque nel 1967, in una cittadina nello stato di Washington, in una famiglia di umili origini. “Sembra il solito copione” starete pensando. Il padre faceva il meccanico, la madre era una casalinga. Kurt, era un bambino vivace e iperattivo. Negli anni, il rapporto con la famiglia, si fece sempre più tormentato e finì per sviluppare quei tratti così silenziosi e introversi della sua personalità, e che, anni dopo, lo avrebbero condotto al fatale gesto. Kurt avrebbe voluto soltanto esprimere il proprio disagio, nell’incapacità di trovare il proprio posto nel mondo, ma venne assunto quale voce portante di una generazione. Un peso che si rivelò essere eccessivo. La sua persona, e la realtà dei fatti, spesso vanno a scontrarsi con la leggenda che ne abbiamo fatto.

L’infanzia, fu complessa. Da subito dimostrò di avere un’attitudine particolare alle attività creative, come il disegno e la recitazione. Ovviamente, ben presto, si appassionò profondamente alla musica: i suoi giocattoli preferiti, neanche a dirlo, furono dei piccoli strumenti musicali, un armonica a bocca, un tamburello e un piano. Purtroppo, l’idillio finì molto presto: la sua personalità, già iperattiva, con il divorzio dei genitori, lo trasformò in un bambino irrequieto. I problemi, la famiglia spezzata, creparono il suo animo fragile, e a soli 8 anni, dovette essere curato con il Ritalin, un medicinale molto pericoloso e potente. I suoi effetti sul cervello, sono stati paragonati a quelli della cocaina. Anche per questo, molti medici, sono convinti del fatto che l’uso di questo farmaco aumenti le possibilità e il rischio di tossicodipendenza durante l’età adulta.
In questa fase, così delicata, si affidò ad un amico immaginario, soprannominato “Boddah“. Boddah, divenne il capro espiatorio per qualsiasi guaio combinasse e un amico in cui trovare rifugio. Anni dopo, prima di suicidarsi, sarà proprio l’amico immaginario il destinatario della lettera scritta prima di dire addio al mondo intero.

La rabbia repressa, l’uso del Ritalin, e i rapporti sempre più incrinati con il padre, lo portarono a scrivere sulle pareti della sua cameretta “Odio mamma e papà“, un gesto simbolico e disperato, che sfociò negli anni a venire, quando da adolescente decise di chiudere definitivamente con la propria famiglia, e per un po’ condusse una vita da nomade. Molti pensano che visse sotto un ponte, ma anche questa, è soltanto una delle molte leggende che sono state alimentate negli anni; visse qua e la, facendosi ospitare da qualsiasi amico o conoscente gli offrisse il proprio divano.

 

kurt-cobain

 

Dopo qualche esperienza musicale in band minori, e in un duo, fra la fine dell’85 e gli inizi dell’anno successivo, fondò, insieme a Krist Novoselic, i Nirvana. In quegli anni, la musica esprimeva la rabbia e la disperazione, non più attraverso le contestazioni giovanili, ma proprio attraverso i versi delle canzoni. Questo nuovo spirito di protesta, così carico di sentimenti e pronto ad esplodere in un suono, si legò perfettamente all’esperienza dei Nirvana. Per questo, “Smell Like A Teen Spirit” divenne un inno, l’inno di una generazione. Nei molti brani di Cobain, portati in alto come una bandiera da intere schiere di ragazzi, i temi più rincorsi furono quelli del male di vivere, della solitudine e del disagio giovanile. Moltissimi si riconobbero in queste canzoni, e altrettanti le fecero diventare parte della colonna sonora della propria storia personale.

Cobain, fu un animo contraddittorio, mai in pace con se stesso, e profondamente ingiusto. Non faceva che etichettarsi come “sbagliato“, “diverso” o “malato“, perciò tutto questo lo condusse al suo suicidio. Un gesto di cui pochi riuscirono a capire il vero motivo, forse perchè avvenne nel momento di maggior successo per i Nirvana, o forse perchè era amato da migliaia di fan. Si suicidò con un colpe di fucile il 5 aprile del 1994, poche ore dopo aver registrato una traccia acustica per MTV, e il mondo rimase scioccato. Come altre rockstar, prima e dopo di lui, morì a 27 anni, l’età maledetta.

Nonostante fosse idolatrato da un’infinita distesa di fan, non è difficile intravedere, dietro le apparenze, una solitudine disarmante grande quanto un macigno, che si rivelò essere troppo pesante da sopportare.

 

 

 

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