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FREDDIE MERCURY: il teenager che sognava di fare la superstar

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Prima di ‘Freddie Mercury’, esisteva soltanto Farrokh ‘Freddie’ Bulsara, uno studente e aspirante pop star, che alla fine degli ’60 frequentava una scuola d’arte, e che teneva incollata allo specchio della sua cameretta una fotografia del suo idolo assoluto, Jimi Hendrix.

Il “Freddie bambino”, come lo hanno chiamato i suoi compagni di studio, diceva a tutti che sarebbe diventato famoso.Più grande di Hendrix?” avevano chiesto, e lui, prontamente, aveva risposto “Oh, sì. Ho intenzione di essere mega!” Eppure, uno dei suoi primi amici in Inghilterra, ricorda il suo lato più emotivo, quello dell’aspirante cantante che scruta la propria immagine in quello stesso specchio, chiedendosi: “Perchè sono così brutto?

Freddie Mercury era un uomo pieno di contraddizioni: un pavone spudorato sul palco, un uomo altrettanto timido e insicuro dietro le quinte. Da ragazzo, spesso faceva scivolare il labbro superiore verso il basso, serrando le mascelle, nel tenativo di mascherare un po’ i denti prominenti che tanto lo hanno contraddistinto, sia che dovesse semplicemente parlare, sia che dovesse scattare una fotografia. Un gesto che ha ripetuto anche coi Queen, qualche volta, forse solamente per abitudine. Questa è forse l’unica traccia che è sopravvissuta alla trasformazione del timido Farrokh, nel mitico Freddie.

Sul palco, naturalmente, qualsiasi insicurezza evaporava in pochi istanti. Ciò che reso Freddie il frontman che era, è stata proprio la sua capacità di abitare con tanta tenacia il personaggio che si era costruito. Come un magnifico involucro dorato, creato da un ragazzo appena adolescente, completamente impazzito e ossessionato da Hendrix, quando ancora si preoccupava di non essere abbastanza carino per fare la pop star.

Mercury tenne il mondo esterno a distanza, per non lasciare mai che i giornalisti o i fotografi si avvicinassero troppo invadendo il suo spazio personale. Aveva però capito l’incredibile potere dell’immagine che aveva creato. Talmente forte era il suo desiderio di diventare una rock star, che credette di esserlo, e così iniziarono a crederci ben presto anche tutti gli altri, fino a cadere completamente incantati del suo incantesimo. Nella vita privata era più naturale, sul palco, poteva agghindarsi con abiti di seta e raso, come all’epoca di Killer Queen. Il suo controllo del pubblico aveva dello straordinario. Non appena si alzava il sipario, sembrava subire una metamorfosi e trasformarsi, riempiendo le dimensioni del palco, crescendo di statura e bucando qualsiasi telecamera; riuscì comunque a mantenere un grande senso dell’umorismo in qualsiasi show, essendo grandioso. Più i Queen diventavano grandi, più sembrava starsene lì facendo l’occhiolino, come se stesse dicendo “Hey, non prendetemi troppo sul serio“.

Purtroppo, a soli 45 anni, Freddie ha perso la sua battaglia più importante. Dopo aver trascorso un periodo a condurre una vita più appartata, nel tentativo di proteggere i suoi familiari, così conservatori, e le persone a lui più chiare, il 23 novembre decise finalmente di rilasciare un comunicato stampa dove dichiarava di essere malato, affetto dal virus dell’HIV. Il giorno dopo, il 24 novembre del 1991, le agenzie di tutto il mondo ne annunciavano la morte. Il suo contributo al mondo del rock è stato unico e impareggiabile, portando, insieme ai Queen, carrellate di canzoni direttamente nella memoria di intere generazioni, anche quelle dei giovanissi che non hanno avuto il piacere di ‘conoscerlo’.

Lo ricorderemo, così, intonando questo pezzo.

Fonte.

 

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