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Slash: la storia della mia vita

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Il leggendario chitarrista dei Guns N ‘Roses si guarda indietro: una vita fatta di sesso, droga e rock ‘n’ roll!

Slash è passato dal dominare il mondo nei Guns N ‘Roses al dominio del mondo nei Velvet Revolver, per poi tornare di nuovo ai Guns. Nonostante tutte queste corse selvaggie, ha mantenuto i piedi per terra, nel suo modesto dominio del mondo.

Quando e dove sei nato?
“Sono nato a Hampstead, il 23 luglio 1965. Ci siamo trasferiti negli Stati Uniti quando avevo sei anni. Mio padre era il ribelle della famiglia, ha frequentato una scuola d’arte, sposato una donna di colore e faceva parte della scena Rock ‘n’ Roll. Los Angeles era il posto giusto per far parte di un movimento che non aveva perfettamente senso.”

E’ questo che ti ha ispirato nell’iniziare a fare musica?
“Sì, dal primo giorno era tutto intorno agli Stones, The Yardbirds, Cream e Kinks. Poi quando mi sono trasferito negli US ha iniziato a girare tutto intorno ai The Doors. Mia madre era presa in un sacco di musica eclettica, da Phoebe Snow, a The Commodores, David Bowie e gli Zeppelin. Entrambi i miei genitori erano nel mondo della musica così mi è stato impartito il tutto, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.”

Quando la musica è diventata qualcosa da fare, piuttosto che qualcosa semplicemente da ascoltare?
“Non è andata così. Ho sempre ascoltato la musica e ho dato per scontato che sarebbe sempre stata lì. Sapevo quello che mi piaceva e ciò che invece non mi piaceva. Non ci ho pensato due volte: vedere le sessioni o andare al Troubadour a guardare le band, ma non avevo mai pensato di fare una carriera al di fuori di lì.”

Quando hai realizzato di avere una particolare predisposizione per la chitarra?
“Una volta ho iniziato ed ero così innamorato che non era questione di avere un talento naturale. E’ stata proprio qualcosa di cui ero ossessionato. Ho provato prima su una vecchia acustica che mi aveva dato mia nonna e anche allora facevo dei riff.”

Quando hai iniziato a farti coinvolgere sulla scena di LA dei famigerati anni 80?
“Ero un bambino molto indipendente, credo di essere stato ufficialmente fuori casa quando avevo circa 16 anni. Abbiamo vissuto proprio nel bel mezzo della scena di Los Angeles. Non appena ho iniziato a mettere insieme le band ho iniziato a trascorrere lunghi periodi sabbatici lontano da casa, sui divani delle persone e così via.”

Com’erano i primi gruppi?
Per lo più erano band delle scuole superiori, suonavano rock. Il Punk non mi ha mai preso veramente, ero sempre per il rock: io amo quell’atteggiamento (punk) e ho pensato che la roba proveniente dall’Inghilterra NY fosse davvero genuina, ma a Los Angeles erano per lo più un mucchio di montati. Quei primi gruppi erano solo la mia interpretazione di ciò che pensavo fosse il Rock n’ Roll. Tutti gli altri ragazzi delle band pensavano fossi fuori di testa per quanto lo prendevo sul serio.”

Come hai conosciuto Axl, Izzy e Duff?
“Ho conosciuto Steven per primo. In origine era un chitarrista e stava per suonare il basso, ma poi è passato alla batteria. Si trasferì di casa e iniziò a suonare la batteria, è tornato quando ho incontrato Izzy Stradlin. Egli è venuto nel negozio di musica dove lavoravo per vedere se ero il ragazzo che aveva disegnato quell’immagine degli Aerosmith che aveva visto. Stavamo cercando di prenderci Axl e alla fine abbiamo fondato la band.”

Com’è stato prima della registrazione di Appetite For Destruction?
“Eravamo insieme dall’84, abbiamo firmato nell’86, così da allora fino all’’87 è sembrata una cazzo di eternità. Nessuno voleva lavorare con noi, avevamo una pessima reputazione, eravamo fuori di testa.”

Qual è stato il punto più basso toccato con le droghe e l’alcool?
“Ha avuto i suoi alti e bassi. Ci sono stati brutti periodi, poi le cose si sono raddrizzate. L’alcol era sempre lì, durante i tour, era normale. La cosa della droga invece era più tipo un flusso.”

Sei un noto donnaiolo, con quante donne pensi di essere stato nel corso degli anni?
“Non mi definirei un donnaiolo. Fondamentalmente sono sempre stato un ragazzo da una-ragazza, ma quando ero in queste relazioni, partivo per la tangente. Non posso davvero farne una conta, sarebbe sciocco.”

Pensi che il segreto del vostro successo stia nel fare tutto in modo molto intuitivo?
“Questa è l’unica cosa che so fare: andare là fuori e fare quello che mi piace. Se funziona per un pubblico così vasto è una gran cosa, ma la prima cosa da tenere presente è ricordarti di essere felice.”

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Fonte: http://teamrock.com

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