Home»Articoli»Rory Gallagher, la classica rock star?

Rory Gallagher, la classica rock star?

28
Condivisioni
Pinterest Google+

Una statua di Rory Gallagher sarà eretta a Belfast, il comitato della città ha dato il via libera alla proposta durante una riunione svoltasi martedì notte, e ora dovranno riunirsi in consiglio ufficiale completo per il pieno riconoscimento della proposta. Sarà eretta sulla Belford Street, a lato della sala dove Gallagher ha suonato regolarmente per anni. Il fratello, Donal, racconta alla BBC di essere in estasi per la notizia, aggiungendo: “Belfast è stata una casa musicale per lui, quando si trovava in tour per tutta Europa era alla ricerca di un posto dove potesse sentirsi un tutt’uno e Belfast gliene ha offerto uno.
Gallagher è morto all’età di 47 anni nel 1995, e alla Ulster Hall è stata installata una targa in sua memoria, durante uno speciale concerto tributo nel 2007. “Non ci può essere alcun dubbio che il ruolo di Rory nella storia del blues irlandese e nella musica rock è incommensurabile, e che la sua memoria vive, e continuerà a vivere, sia attraverso il suo talento unico, e il talento di coloro il cui lavoro continua a rendere omaggio al grande genio di Rory Gallagher “.

Ma che tipo di musicista è stato davvero Rory Gallagher? Ne abbiamo parlato nell’ultimo numero di Classic Rock, #48, in uscita il 27 ottobre. Beh, intanto vi raccontiamo quello che ha detto di lui il suo bassista, con cui ha suonato per vent’anni, Gerry McAvoy, a suo dire i suoi concerti non erano mai facili: “Non discutevamo mai a proposito di quello che avremmo suonato. Rory semplicemente lanciava i brani senza avvertire e Dio aiuti se tu non eri pronto”. Per di più “Ogni performance era al massimo, proprio al limite, spesso ai confini del disastro. E noi alla fine lasciavamo il palco dopo il terzo o il quarto bis, esausti e fradici di sudore, tra i rumorosi applausi dei fan adoranti ed esausti anch’essi. Ma, qualsiasi fosse la reazione, era raro per lui essere veramente soddisfatto dell’esibizione.
Per inquadrare al meglio il chitarrista dobbiamo anche pensare al suo scarso rapporto con il grande business, ed essendo un tipo un po’ scapestrato, di casini, ne combinava non pochi. In genere, contava sul fratello Donal, che gli fece praticamente da road manager.
Negli anni vende oltre trenta milioni di copie di dischi e i suoi tour sono sempre dei successi, eppure, secondo molti, non è mai riuscito ad esprimere il suo potenziale. Forse, qualcuno sostiene, se avesse permesso ad altri di avvicinarsi e creare per lui un business plane avrebbe potuto fare molto di più.
E d’altronde, è un po’ difficile pensare a Gallagher, con la sua timidezza, le camicie a quadrettoni, i pantaloni sdruciti, la scarsa propensione a dire parolacce e la Stratocaster oltremodo vissuta, come la classica Rock Star. Non era interessato nemmeno al classico connubio auto costose e donne, non prese mai la patente, ed è stato un tradizionale e romantico solitario. Soprattutto lo ricordiamo come un chitarrista sensibile e tecnicamente fantasioso.

Nel numero in uscita di Classic Rock vi raccontiamo tutta la sua storia in un lungo approfondimento, dal ragazzino alla scuola integralista sino alla rockstar che abbiamo imparato ad amare. Il numero 48 sarà in edicola dal 27 ottobre.

Commenta Via Facebook

Post Precedente

L'ultima Pressing Plant d'Italia

Post Successivo

Il nuovo album dei Deep Purple è dietro l'angolo