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L’ultima Pressing Plant d’Italia

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Di Maria Campadel

Il vinile sta vivendo una sua seconda età dell’oro: a cavallo fra moda del vintage e riscoperta di nuovi canoni musicali, questo supporto sta ottenendo, anche a livello commerciale, una nuovissima forte diffusione.
Certo, non tutta la musica prodotta oggi passa attraverso il vinile come accadeva venti o trent’anni fa, e l’influenza del digitale e dello streaming è certamente innegabile, ma questo formato viene visto oggi come un modo per produrre musica come un tempo. Il prodotto viene quindi arricchito della copertina, di immagini, di suggestioni. Il fruscio della puntina sul supporto plastico restituisce un suono “sporco”, ma senz’altro più vero e suggestivo rispetto alla fredda perfezione del digitale.
Ma il ritorno in auge del vinile deve scontrarsi oggi con degli innegabili ostacoli di produzione. Durante gli anni ’90 furono infatti moltissime le fabbriche di vinili che chiusero i battenti: in molte si riconvertirono, altre cessarono direttamente l’attività, smantellando i propri macchinari e distruggendoli.
Una situazione complessa, ma che ha spinto anche molti giovani a vedere in questo supporto e nella sua produzione un patrimonio da non far estinguere: è il caso dei proprietari della Phono Press di Settala (Milano), rimasta l’ultima azienda in Italia a produrre vinili. Attiva nel mercato da più di trent’anni, nel 2010 stava chiudendo i battenti quando è stata miracolosamente rilevata da uno degli attuali proprietari, Filippo De Fassi Negrelli Rizzi, classe ’73, il quale fece una scelta piuttosto coraggiosa nel suo percorso professionale: preferì coltivare la sua passione per il vinile (con tutti i rischi del caso), anziché restare alla direzione di un istituto bancario. Una scommessa vinta, perché oggi Phono Press si ritrova quantitativi di stampa più che triplicati.
Un mercato che funziona molto bene con produzioni ed etichette indipendenti, ma nel tempo anche i big della musica sono passati da questa azienda. Phono Press ha stampato dischi per Tiziano Ferro, Emma Marrone, Subsonica e Mina, giusto per citare alcuni nomi. Nonostante il rinnovato interesse per il vinile, rimane comunque una certa apprensione per quella che rimane una nicchia di supporti, la cui innovazione tecnologica è congelata da anni.

Nel numero 4 di Vinile in edicola troverete l’intervista completa allo staff di Phono Press…

Non lasciatevelo sfuggire! Prenota qui la tua copia: http://sprea.it/rivista/12829

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